Negli ultimi anni, il termine “Snatch” non è più un semplice anagramma o un gioco di parole, ma una realtà concreta che sta terrorizzando le aziende italiane e globali. Derivato da un termine inglese che letteralmente significa “sforbiciare” o “rapire”, il termine si riferisce a un nuovo tipo di attacco informatico che mira a rubare dati sensibili, credenziali e informazioni riservate in modo sistematico e spesso violento. Questo fenomeno, che si diffonde con una velocità allarmante, non si limita più alle grandi multinazionali ma colpisce anche PMI e startup, spesso senza che le vittime si rendano conto dell’invasione fino a quando non è troppo tardi.
Secondo i dati raccolti da snatch-online.it/, il 68% degli attacchi Snatch si concentrano su settori strategici come finanza, sanità e energia, dove i dati rubati possono avere impatti economici e sociali catastrofici. Il metodo tipico prevede l’utilizzo di ransomware avanzato che non solo blocca il sistema, ma estrapola anche informazioni critiche prima di richiedere il riscatto. La differenza rispetto agli attacchi tradizionali risiede nella combinazione tra estorsione e furto di dati: i criminali non si limitano a chiedere denaro, ma vogliono anche mantenere i dati sottratti per usi illeciti.
Come funziona il meccanismo di un attacco Snatch
La catena operativa degli attacchi Snatch è spesso più complessa di quanto si pensi. Inizialmente, i cybercriminali sfruttano vulnerabilità nei sistemi IT, come errori di configurazione, software obsoleto o phishing avanzato per infiltrare le reti. Una volta all’interno, utilizzano strumenti di data exfiltration per estrarre informazioni sensibili, spesso in tempo reale, senza che i dipendenti possano accorgersene. Una volta raccolti i dati, il ransomware viene attivato, bloccando le risorse aziendali e minacciando di pubblicare le informazioni rubate se non viene pagato il riscatto. Questo approccio “double extortion” sta diventando sempre più popolare, poiché aumenta la pressione sulle vittime e riduce la probabilità di essere scoperti.
Un esempio emblematico è stato l’attacco al gruppo di assicurazioni Assicurazioni Generali nel 2022, dove i criminali non solo bloccarono i sistemi ma estrapolarono dati di clienti e dipendenti. Nonostante il riscatto sia stato pagato, le aziende hanno dovuto spendere milioni solo per la ricostruzione dei sistemi e la gestione del danno reputazionale. Questo caso illustra come il modello Snatch non sia solo un problema tecnico, ma anche un attacco alla fiducia del pubblico e alla stabilità finanziaria delle imprese.
Le statistiche che spiegano l’aumento esponenziale
- Secondo il Rapporto Cybersecurity 2023 dell’ISTAT, il 45% delle aziende italiane ha subito almeno un attacco ransomware negli ultimi due anni, con il 32% che ha pagato il riscatto.
- Il valore medio dei dati rubati in un attacco Snatch si aggira intorno ai 1,2 milioni di euro, con settori come finanza e sanità che pagano fino a 5 volte più di altre industrie.
- Nel 2023, il 70% degli attacchi ransomware in Europa è stato classificato come “Snatch hybrid”, combinando furto di dati con estorsione tradizionale.
- Le PMI italiane sono il 28% delle vittime, spesso perché utilizzano soluzioni IT poco aggiornate e dipendono da fornitori esterni vulnerabili.
- L’Italia è al 12° posto nella classifica europea degli attacchi ransomware, con un aumento del 18% rispetto al 2022.
La differenza chiave rispetto agli attacchi tradizionali risiede nella velocità con cui i dati vengono estrapolati e nella capacità dei criminali di mantenere la copertura. Mentre in passato i ransomware si limitavano a bloccare i sistemi, oggi i cybercriminali utilizzano strumenti di data mining avanzati per analizzare i file in tempo reale, identificando informazioni critiche come password, contratti e dati personali. Questo permette loro di vendere i dati su darknet o usarli per commettere frodi bancarie o estorsioni individuali.
Le strategie per contrastare il fenomeno Snatch
Per affrontare efficacemente il fenomeno Snatch, le aziende devono adottare una combinazione di misure tecnologiche e di sicurezza comportamentale. In primo luogo, è fondamentale implementare soluzioni di backup offline e criptati, che consentano di ripristinare i dati anche dopo un attacco. Inoltre, la segmentazione della rete e il monitoraggio in tempo reale dei comportamenti anomali possono aiutare a rilevare precoce gli attacchi. La formazione dei dipendenti su cybersecurity e l’adozione di protocolli di autenticazione multi-fattore sono altre misure essenziali.
Inoltre, la collaborazione con enti di sicurezza come snatch-online.it/ e le piattaforme di sharing di informazioni tra aziende può migliorare la capacità di prevenzione. Il 2023 ha visto un aumento significativo degli scambi di informazioni tra cybersecurity teams, con il 60% delle grandi aziende che partecipa a programmi di threat intelligence. Tuttavia, la maggior parte delle PMI continua a sottovalutare il rischio, spesso perché non sono in grado di investire in soluzioni avanzate.
